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1999-2006: Il restauro

rest01Il progetto iniziale per “il completamento e l’adeguamento normativo della sede sociale, con allestimento della sala polifunzionale”, fu presentato alla Regione Toscana per accedere al finanziamento del “Programma pluriennale degli interventi strategici nel dicembre del 2002″.
A seguito di quel progetto furono appaltati i lavori all’impresa “CITIS” con sede in Siena, con regolare contratto che prevedeva di completare le opere entro il dicembre 2005.
Dopo l’inizio dei lavori l’impresa eseguì opere per un importo di circa € 130.000,00; durante l’esecuzione di queste opere si sono manifestate incomprensioni sempre più evidenti fra la Direzione dei Lavori e l’impresa esecutrice e successivamente fra quest’ultima e la committenza.
Nel contempo la proprietà ha maturato l’idea di predisporre un nuovo progetto, allo scopo di perfezionare la stesura già approvata. Il nuovo progetto è stato affidato allo Studio Associato Lungani – Pacini di Firenze.
Tale progettazione si è resa necessaria per gli innumerevoli imprevisti manifestatisi sul corpo del fabbricato, durante le lavorazioni, ed anche per carenze progettuali relative agli impianti meccanici ed elettrici.

rest03La nuova stesura, quella qui illustrata, è il “progetto completo” necessario per la messa a norma e per l’allestimento della sala polifunzionale del Teatro; ad oggi è stato realizzato uno stralcio funzionale, giudicato dalla proprietà realizzabile stante le disponibilità economiche.
Quest’ultimi lavori di completamento sono stati appaltati all’Impresa “CO,C.I. S.r.l.” di Enrico Ognibene, con sede in Rignano sull’Arno.
Lo stralcio rende comunque fruibili ed utilizzabili tutti gli spazi del teatro e della sede sociale della S.R. L’Affratellamento di Ricorboli.
Dal 1988 ad oggi sono state fatte, a più riprese, opere di carattere strutturale ed architettonico al fine di adeguare il complesso ad attività di pubblico spettacolo e alle attuali esigenze di sicurezza e prevenzione in caso di incendio. La realizzazione di tali opere è stata resa possibile grazie al contributo della Regione Toscana, del Comune di Firenze, dell’Arci e altre sue associazioni e la Fondazione Monte dei Paschi di Siena.

Opere di consolidamento e riorganizzazione

I lavori strutturali sono stati progettati e seguiti dallo studio Bonaiuti ed hanno riguardato tutto il complesso del Teatro e si possono così riassumere.

Palazzina prospiciente via Gian Paolo Orsini:

  • Sistemazione dell’ingresso con la creazione di una rampa per il superamento delle barriere architettoniche;
  • Sistemazione dei bagni sul lato sinistro prima dell’ingresso alla sala;
  • Realizzazione di vano ascensore adiacente alla vecchia scala;
  • Riorganizzazione della scala di accesso al piano ammezzato ed al piano interrato, in conseguenza della posizione del nuovo ascensore;
  • Sistemazione dei bagni al piano ammezzato;
  • Consolidamento e riconfigurazione della sala prove del piano primo e della sala riunione del piano sottotetto, con le nuove uscite che tengono conto dell’ascensore;
  • Sistemazione di locali di servizio per la gestione dell’intera struttura, tra piano primo e piano sottotetto.

Sala principale:

  • Riconfigurazione delle due uscite di sicurezza sul lato di via dei Baldovini;
  • Consolidamento del solaio e ampliamento del vecchio palcoscenico per adeguarlo alla normativa e alle nuove uscite di sicurezza;
  • Realizzazione sotto il palcoscenico di un piccolo ambiente di deposito a livello della sala;
  • Posizionamento sulla parete della galleriadi tutte le condotte degli impianti elettrici e di trattamento dell’aria;inoltre, le riprese dell’aria sono state realizzate lungo le pareti longitudinali della sala stessa;
  • Recupeo dell’ambiente antistante l’uscita di via dei Baldovini con la rimozione parziale della copertura in legno ormai fatiscente.

Camerini e sottopalco:

  • Il vano scala è stato dotato di un lucernaio sulla copertura;
  • Sono stati ricavati due bagni per gli attori sul lato sinistro della scala;
  • E’ stato sistemato un gruppo di 3 camerini alla quota – 0,20 del primo pianerottolo, un secondo grande camerino è stato realizzato alla quota -1,40 sotto il palcoscenico;
  • Lo spazio del sottopalco è stato risanato e riorganizzato, ricavandovi spazi di servizio;
  • Sempre alla quota -2,50 sono stati situati gli ambienti tecnici per un gruppo di continuità ed una riserva idrica che alimenta l’impianto antincendio.

Opere di completamento e allestimento

Dal 2004 sono iniziate le opere di completamento ed allestimento, progettate e seguite dallo Studio Associato Lungani – Pacini. Analogamente a quanto sopra descritto per gli interventi fatti sulla struttura del teatro, possiamo dividere gli interventi per l’allestimento in tre parti relativi a:

  • Hall di ingresso;
  • Sala teatrale principale;
  • Camerini e sottopalco.

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Hall di ingresso

L’ ingresso dalla strada sarà separato dalla Hall tramite una parete divisoria in acciaio e vetro.
Il pavimento dell’ingresso è stato realizzato in lastre di pietra “tipo Santa Fiora”, quindi di colore ocra caldo, della stessa colorazione sono pensate le tinteggiature delle pareti.
La pavimentazione in pietra accompagna fino all’ascensore e alla scala in pietra che porta al piano ammezzato. Invece, il pavimento del disimpegno ammezzato è in pietra serena come la scala recuperata.
È stato realizzato l’ascensore per il superamento delle barriere architettoniche dal piano terra fino al sottotetto.

Sala teatrale principale

All’interno della sala teatrale sono state previste tutte le opere necessarie per ospitare attività di pubblico spettacolo, ed offrire un alto livello di accoglienza del pubblico e garantirgli la sicurezza in caso di pericolo.

E’ stata prevista una buona mobilità, attraverso la sistemazione delle poltrone in file distanti fra loro almeno 110 centimetri, pertanto possono trovare posto nella sala 13 file di poltroncine da 9 e da 10 posti, sfalsate fra loro, per un totale di 124 posti.

Ai fini della sicurezza, in caso di incendio, all’interno della sala è stata prevista la realizzazione di quattro abbaini sulla copertura a botte della sala. Questi sono stati realizzati uguali a quelli già esistenti sul palcoscenico e saranno utilizzati per l’evacuazione dei fumi.

Lungo la linea di colmo della copertura a botte della sala, corre la condotta di immissione dell’aria dell’impianto di condizionamento. Da esso dipartono tre coppie di bracci che portano gli anemostati. Per coprire, almeno parzialmente questi impianti tecnici, si sono previste delle pannellature orizzontali, in legno di pioppo verniciato, che ospitano agli anemostati e sono sostenute da tiranti appesi alla volta di copertura. Queste pannellature serviranno anche, e soprattutto, a migliorare l’acustica del locale, oltre ad ospitare, ogni pannello, coppie di faretti incassati per l’illuminazione generale della sala.

Il palcoscenico originario è stato consolidato e quindi sostanzialmente mantenuto, ma è stato avanzato in fuori dal filo della scena per poter ricavare un spazio di proscenio profondo mt. 1,80 , da utilizzare come spazio per conferenze, lasciando il palco vero e proprio chiuso dal sipario.

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Il tavolato di scena esistente verrà sostituito da uno nuovo, anch’esso in legno di pioppo e sollevato di circa 2 cm dalla soletta in calcestruzzo. Sotto il proscenio si ricava un piccolo spazio di deposito per le attrezzature di scena ed eventualmente per le file di poltrone movibili della sala, qualora lo spazio per il pubblico dovesse essere utilizzato per balletti o oltre manifestazioni. Nella sala è stato realizzato un parquet a doghe di rovere verniciato.

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La galleria frontale al palco, al piano ammezzato, è il posto migliore da dove assistere ad uno spettacolo teatrale; per questo si prevede di utilizzare anch’essa per il pubblico. L’accesso avviene sempre dalla scala principale sulla hall: l’apertura è stata spostata per un migliore utilizzo dell’ambiente e per allineare l’ingresso alla galleria con quello della sala al piano terra.

Camerini e sottopalco

I camerini sono situati sul lato destro del palcoscenico, ad essi si accede dal palco stesso e sono disimpegnati lungo una scala in pietra serena. Sotto al palco sono stati riconfigurati un ambiente di servizio allo spettacolo, un ulteriore camerino per gli attori di dimensioni maggiori rispetto a quelli originari, i locali tecnici, il deposito e il disimpegno per raggiungere la scala dell’uscita di sicurezza.
In questa zona, utilizzata soprattutto dalle compagnie teatrali e dai tecnici, sono stati effettuati interventi di rifinitura, quali:

  • realizzazione dei nuovi intonaci;
  • realizzazione delle nuove pavimentazioni;
  • dotazione degli arredi fissi dei camerini;
  • tinteggiatura di tutti gli ambienti;
  • fornitura e posa in opera della porte a tenuta REI delle scale, delle finestre dei camerini e delle porte in legno di tutti gli ambienti.

L’unico intervento di natura prettamente costruttiva consiste nell’innalzamento della quota di calpestio del disimpegno prospiciente la scala che porta dall’interrato all’uscita di sicurezza su via Baldovini. Questo si è reso necessario per eliminare 6 gradini a fazzoletto della suddetta scala e creare una più agevole via di fuga dal piano interrato; infatti si è rialzata la quota del pavimento del disimpegno di circa un metro, portandolo in pari alla quota dei camerini attuali.

Uscita di sicurezza su via Baldovini

L’uscita di sicurezza di via dei Baldovini è di fondamentale importanza per l’adeguamento del teatro alle nuove norme di sicurezza antincendio, da essa potrà defluire la maggior parte del pubblico della sala in caso di evacuazione forzata e pertanto è stata attentamente recuperata come via di fuga.

Come è evidente dalle sopra descritte opere effettuate o che dovranno essere effettuate, gli spazi dell’Affratellamento sono stati profondamente riorganizzati al fine di raggiungere il massimo di sicurezza per attività di pubblico spettacolo, ma anche per adeguarli funzionalmente alle esigenze di una moderna attrezzatura e adeguati impianti scenici. Tutto ciò tenendo conto delle caratteristiche storiche di tali spazi, improntati a semplicità, sobrietà e austerità, che speriamo di non aver tradito.

A cura di Marco Lungani e Patrizio Pacini.

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