1952-1983
Nel 1952 fu indetta un’assemblea straordinaria per modificare lo Statuto e per decidere l’ampliamento del circolo; l’architetto Ugo Saccardi illustrò il progetto di modifica dell’edificio, progettato e realizzato dall’ingegnere Ulisse Guarducci (1887/88) e dal lavoro volontario di tanti soci, inclusa la sala teatrale; lo sforzo finanziario per sostenerli fu molto rilevante compreso il lavoro (al solito : volontario e gratuito) dei soci.
Nel 1956, dopo i fatti ungheresi, ha inizio la divaricazione politica tra i socialisti e i comunisti determinando una ricaduta anche nei rapporti interni all’Affratellamento con una grave frattura tra i due partiti; il Consiglio si dimise e si procedette a nuove elezioni; intervennero le federazioni provinciali per comporre e dirimere le questioni arrivando a sancire una gestione paritetica del circolo. Il ruolo di alcuni indipendenti fu molto importante per il successivo equilibrio; da allora, anche nei momenti di più aspra polemica politica tra PCI e PSI, la conduzione unitaria dell’Affratellamento non è stata più in discussione e sempre confermata.
Nel 1964 fu realizzata una struttura prefabbricata sulla “pista”, denominazione convenzionale del teatro all’aperto; questa sala ebbe un uso polivalente,da sala da ballo (con la breve parentesi di una sorta di Piper fiorentino) a palestra.
La sera del 3 novembre 1966 la commissione ricreativa, presieduta da Nello Burresi, si riuniva per concordare con Dory Cei il rinvio dell’inaugurazione della sua stagione teatrale al fine di consentire a Dario Fo di portare all’Affratellamento il “Ci ragiono e canto”; di fronte ad un evento di tanto prestigio,ed una promozione così rilevante, l’accordo fu trovato con tutta tranquillità e la riunione si concluse con grande soddisfazione di tutti,”more solito”, intorno alla mezzanotte anche se pioveva a dirotto.
Al mattino fuori e dentro l’Affratellamento c’erano oltre cinque metri d’acqua d’Arno.
Per le strutture del circolo ci furono gravi danni, più la perdita degli arredi del teatro e delle attrezzature del bar, la perdita della biblioteca e dell’archivio sociale.
Il Casone” antistante, quello ottocentesco dell’Anonima Edificatrice, fu lesionato in maniera irreparabile, tanto da doverlo abbattere e ricostruire all’inizio del nuovo decennio: nel ricambio dell’insediamento la Società venne così a perdere anche gran parte del suo corpo sociale in un modo che perdura tutt’oggi, seppure con l’intreccio di altri motivi.
Dalla fine degli anni ’60, anzi proprio dal ’68 fino all”83 venne a prendere un sempre maggiore rilievo l’attività teatrale, riavviata proprio con Dario Fo nel ‘69/’70.
La crisi post alluvione fu superata con l’innesto del gruppo di giovani studenti del CUT, poi Teatro della Convenzione, poi Centro Teatrale Affratellamento.
Il teatro fece assumere un ruolo crescente al circolo, conferendogli un’identità peculiare, fino a giungere ad una dimensione nazionale per la sua qualità, anche con la Bottega di Vittorio Gassman, e poi con Sepe e Chiti e la formazione di nuovi talenti fiorentini.
Ma la mono-specializzazione, oltre il “lustro”, comportò una modificazione dell’Affratellamento, con altre ripercussioni sugli iscritti.
In questa situazione si celebrò l’anniversario della fondazione, il primo secolo di esistenza nel 1976.









