1866-1915/18
Il 1° aprile 1866 la Società Anonima Edificatrice inizia la costruzione di uno stabile di case popolari sull’allora via di Ripoli, poi via Gian Paolo Orsini, che sarà interamente abitato già il 1° maggio dell’anno successivo. Tra il ’67 e il ’69 iniziano anche le prime lottizzazioni, le prime di una lunga serie.
Un’ infrastruttura importante, come il nuovo viale dei Colli, e la costruzione di residenze popolari sui terreni più distanti dall’ultimo lembo edificato determinerà una valorizzazione delle aree intermedie, con forte premio per la rendita fondiaria oltretutto sollevata dai costi delle opere di urbanizzazione.
Poiché lo schema risulta conveniente, si avranno altre repliche: nel 1911, avendo impostato Viale Giannotti, si realizzano altre case popolari, quelle di via Erbosa, addirittura oltre il confine comunale, in territorio di Bagno a Ripoli; poi ancora le case popolari del Paradiso che precedono i villaggi del Bandino e San Marcellino; poi ancora con il villaggio di Sorgane e, più di recente con la saturazione, tramite la legge 167, dell’area intorno al viale Europa, compiendo la “colmata” della parte fiorentina della piana di Ripoli.
Il nuovo rione sorge quindi sugli ex renai, all’insegna della contiguità tra ceti popolari, piccola e media borghesia artigiana e mercantile, ceti altolocati; questa composizione si rifletterà sul corpo sociale dell’Affratellamento, non solo nel corso dei primi anni.
In calce ad una vetusta copia dello Statuto dell’Affratellamento, redatta dopo la Liberazione e approvata nella prima legittima assemblea al rientro in possesso della sede, un’anonima scritta a mano reca: “Da informazione avuta da vecchio socio risulterebbe che un primo nucleo costituì una società fra gli operai del rione nel giugno 1873 e solo tre anni dopo fu costituita la Soc. Nuovo (!) Affratellamento “.
L’Associazione si costituisce il 1° luglio 1876, dapprima come Società Corale, quasi immediatamente evolve in Società di Mutuo Soccorso.
Le classi subalterne, sconfitte da quell’esito risorgimentale entrano nella storia d’Italia come soggetti del progresso democratico; inizia un processo di crescita che s’intreccia con l’esigenza di difendere realtà sociali penalizzate dai primi governi, della destra storica, del nascente stato unitario.
La “conclusione conservatrice” del Risorgimento, come nota Ernesto Ragionieri, non aprì la partecipazione dei ceti popolari alla vita politica e istituzionale ma non poté, neppure, controllare compiutamente e chiudere allo sviluppo del processo di organizzazione sociale e politica delle classi subalterne, sviluppo che scaturiva anche dal Risorgimento stesso.
Siamo agli inizi della consapevolezza del rapporto tra cause economiche ed effetti politico-sociali che porta, anche, allo viluppo di una rete di Associazioni popolari. La Fratellanza Artigiana sorgerà a Firenze già nel 1860 per iniziativa del “partito d’azione”, per impulso di Mazzini e l’opera infaticabile di Beppe Dolfi; l’atto fu importante di per sé e per le numerose filiazioni cui dette luogo.
La Fratellanza Artigiana sorgerà a Firenze già nel 1860 per iniziativa del “partito d’ azione”, per impulso di Mazzini e l’opera infaticabile di Beppe Dolfi ; l’atto fu importante di per sé e per le numerose filiazioni cui dette luogo. Siamo all’inizio di un processo lento e difficoltoso che durerà quasi un trentennio: la maturazione dei ceti lavoratori e intellettuali in classe generale porterà alla formazione di propri istituti : la Lega delle Cooperative, le Camere del Lavoro e il Partito.
Siamo all’inizio di un processo lento e difficoltoso che durerà quasi un trentennio: la maturazione dei ceti lavoratori e intellettuali in classe generale porterà alla formazione di propri istituti : la Lega delle Cooperative, le Camere del Lavoro e il Partito.
Dalla prima fase di formazione delle Società di Mutuo Soccorso, generalmente su basi di categoria e mestiere, alla Fratellanza Artigiana, si giunge ad una seconda fase di costituzione di Associazioni sul territorio, promosse oltre che dai ceti popolari anche dai ceti borghesi e aristocratici, per impostazione filantropica e paternalistica dapprima, con il pronunciamento di “rinuncia” alla politica che si declina affermando la riduzione dell’ingiustizia, l’educazione del popolo, l’associazione tra capitale e lavoro, il miglioramento dei costumi e dell’educazione; questi principi si correlano, da subito, con i primi elementi concreti di resistenza, mutualità e solidarietà che affrontano le condizioni materiali degli strati più disagiati.
L’arco delle correnti politiche di riferimento varia dai garibaldini ai mazziniani, dai democratici radicali ai liberali, repubblicani ma anche monarchici, dagli anarchici internazionalisti ai socialisti.
A Firenze si tengono due Congressi delle Società operaie Affratellate, il IX° nel 1861 e il XVI° nel 1886; il 21-22 ottobre ’76 viene convocato a Firenze un congresso di internazionalisti (socialisti anarchici) che sarà represso ancora prima d’iniziare con arresti e processi intrecciati con altri procedimenti in corso (Firenze 1875, Bologna 1876). Dal 1864 si hanno a Firenze ripetuti soggiorni di Bakunin.
Anche l’ambiente politico e sociale fiorentino fu profondamente influenzato dagli avvenimenti della Comune di Parigi; al 1872 risale il primo tentativo di costituire anche a Firenze una sezione della Prima Internazionale.
La situazione economica del decennio 1865/’75, già molto pesante per le classi più deboli (dal “corso forzoso”, ’66, alla tassa sul macinato), a Firenze si appesantirà ulteriormente dopo il 1870 con il trasferimento improvviso della capitale a Roma; con grave contraccolpo e forte crisi finanziaria del comune, che si protrarrà fi no a metà anni ’30 del nuovo secolo, con l’ aumento del prelievo fi scale, del costo della vita e con il restringimento dei livelli di occupazione; si determinano, così, agitazioni, scioperi e tensioni politiche.
Risalgono al 1874 i primi tentativi insurrezionali degli internazionalisti toscani; anche in Firenze e dintorni si registrano tumulti annonari (aumento del prezzo del grano), sciopero alla Manifattura Tabacchi; in successione si hanno episodi a Pisa, Livorno, Lucca, Prato e altre località, fino alla formazione di un vero e proprio comitato rivoluzionario.
In seguito a questi fatti, e ai fatti delle Romagne, ci sarà una reazione di arresti e si ebbero i processi di Firenze (1875) e Bologna (1876).
Elio Conti, ne “Le origini del socialismo a Firenze 1860-1880”, cita l’esistenza a Ricorboli di un gruppo “internazionale” che si desume dal decreto di scioglimento del Prefetto del 19 aprile 1877.
E’ in questo clima e in queste condizioni, appena evocate, che si apre un’altra fase di costituzione delle Società di Mutuo Soccorso, tra cui anche l’Affratellamento, con il crescente superamento della chiusura corporativa di categoria e mestiere, peraltro ragione di una più vivace dinamica di rivendicazioni.
Le Associazioni sono uno strumento di crescita politico-culturale che dalla mutualità, per continuità e rottura, porterà alla fondazione di cooperative di consumo, produzione, lavoro e credito, alla fondazione della prima Camera del Lavoro quale primo passo per la costruzione della CGL, grande e unitario Sindacato nazionale (1906).
Antonio Conti, consigliere dell’ Affratellamento, sarà una figura centrale nello spostamento su posizioni socialiste del sodalizio e sarà uno dei protagonisti del processo costitutivo della Camera del Lavoro di Firenze, nonché il suo primo Presidente nel 1893.
Una delle prime assemblee delle Società di Mutuo Soccorso per discutere la bozza di statuto si terrà proprio all’Affratellamento nel 1892.
In quell’ anno si giunge anche alla fondazione del Partito Socialista, l’organizzazione politica della classe operaia.
Dall’avvicendamento della sinistra risorgimentale al periodo giolittiano, dopo la provocazione di via Nazionale, gli scioperi delle trecciaiole e la stretta reazionaria di fine secolo, si attua una crescita non sempre lineare che porterà al consolidamento ed allo sviluppo politico del proletariato; con la partecipazione alle elezioni amministrative e politiche e, alle prime affermazioni dei socialisti: Pescetti, primo Sindaco di Sesto Fiorentino, poi deputato di Firenze, e Sangiorgi Sindaco di Firenze nel 1907.

Fasi della crescita del quartiere, rispettivamente 1884; 1906; 1921.
In questo contesto si coglie l’importanza dell’Affratellamento nel quartiere e il ruolo cittadino assunto, insieme ad altre importanti Associazioni (quali ad esempio le SMS di Rifredi e Andrea del Sarto).
Il superamento del numero chiuso dei soci, l’affrancamento dalle Presidenze onorarie saranno insieme atto di apertura e fattore determinante di crescita e chiarimento politico.
Il pellegrinaggio a Caprera nell”87 e la foto, ingenua e commovente, della gita “pedestre” a Villamagna (1902), il Gonfalone con i simboli della “carità e del lavoro” l’ambulatorio medico, la cooperativa e la sede periferica dell’Università popolare, fino alla costituzione della sezione femminile dell’Affratellamento, testimoniano un percorso di grande significato politico e culturale; impossibile immaginare altrimenti la vita sociale senza questa presenza nel quartiere e quella delle altre SMS, del Bandino,della Nave a Rovezzano e del Colle dei Moccoli.

1902: Gita "pedestre" dei Soci dell’Affratellamento. Da Caretti Stefano e Degl’Innocenti Maurizio: “Il socialismo a Firenze e Provincia (1871 – 1961)”.
Prima di superare il numero chiuso dei soci, fissato in 50 nel primo Statuto della SMS, si costituì, nel 1885, in Ricorboli un’altra Associazione con il nome di Società di Mutuo Soccorso, Istruzione e Lavoro per iniziativa degli esclusi.
Dopo poche settimane la divisione “di forze e di animi” fu ricomposta, fondendo le Associazioni in una sola e assumendo il nome di Società di Mutuo Soccorso il Nuovo Affratellamento, Istruzione e Lavoro.

“L’Affratellamento, numero unico della Società di Mutuo Soccorso e di Istruzione di Ricorboli, in occasione del Ventesimo Anniversario della Fondazione, 11 ottobre 1896”.
La vecchia sede di via Rusciano diventò subito inadeguata per la forte crescita. Pertanto negli anni 1887/88 si realizzò una nuova sede che fu inaugurata il 13 maggio ‘88 dal Presidente Oreste Niccolini, alla presenza di numerose Società consorelle con i loro Gonfaloni. Nel ‘98 verrà realizzata la sala teatrale e si costituirà, quindi, l’attuale circolo, che per la Colonna rappresenterà, il “luogo” di una vita culturale e politica intensa, a cui darà nuovo impulso lo stesso Antonio Conti successivamente divenuto Presidente.

Carnevale 1899. Premio conferito alla piccola Dina Cecchi (danzatrice gitana di Flamenco) in occasione del veglioncino mascherato
Luogo importante che arriverà ad ospitare, nel 1910, un congresso nazionale della Federazione Giovanile Socialista.
Notevole il movimento politico contro la guerra, quella di Libia e quella del 1915/18.

Durante la guerra le donne assunsero un ruolo importante nel mondo del lavoro, numerose donne diventarono socie dell'Affratellamento. Si ringrazia il sig. Umberto Tommasini per averci fornito la foto 1918_'20(?) della sezione femminile del Circolo con il loro vessillo.










